Il CBD e la lotta ai batteri

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Quello tra uomo e batteri è un match complesso e rischioso. Negli anni il progresso della nostra medicina ci ha permesso di arginare con più efficacia le infezioni batteriche, ma al netto di questi traguardi c’è un problema di difficile risoluzione:

i batteri nel tempo sviluppano una resistenza agli antibiotici. Un fenomeno detto antibiotico-resistenza (AMR in inglese, ovvero Anti Microbial Resistance)

L’antibiotico-resistenza e il cbd

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza è in corso da sempre, il modo più semplice di capirlo è attraverso un’analogia.

Pensa alla corsa agli armamenti. Tutti gli organismi presenti in natura hanno sviluppati delle caratteristiche utili a combattere i propri predatori naturale, i gusci delle tartarughe, le spine delle rose, o una colorazione vivace per allontanare predatori indesiderati.

Al tempo stesso anche i predatori hanno sviluppato caratteristiche utili a “sconfiggere” le difese adottate dalle prede. Proprio come in un videogioco.

Ecco, questo discorso si applica anche ai batteri e alla nostra medicina. Da secoli cerchiamo modi per sconfiggere le infezioni batteriche tramite gli antibiotici, e in molti casi ci riusciamo efficacemente. Il problema è che nel tempo anche i batteri si stanno armando e molti antibiotici perdono la loro efficacia, per questo i ricercatori stanno sperimentando nuove soluzioni, una di queste è l’uso del CBD.

I superbatteri e il CBD

Brevissima premessa, le ricerche sull’uso antibiotico del CBD si stanno concentrando proprio contro i batteri più resistenti a qualsiasi altro trattamento, i cosiddetti superbatteri.

Il più famoso è sicuramente lo Stafilococco aureo , responsabile di numerose infezioni all’interno degli ospedali, il luogo ideale per la proliferazione dei superbatteri.

Gli studi sulle proprietà antimicrobiche del THC non sono nuovi, il problema principale dell’uso antibiotico del THC è semplice: è una sostanza psicoattiva, il che lo rende inadatto ad un suo su larga scala in ambito medico.

Ma il discorso è differente per gli altri cannabinoidi. Secondo uno studio recente, CBD e CBG (cannabigerolo, se non vi suona familiare leggetevi il nostro articolo sugli altri cannabinoidi!) avrebbero un buon potenziale antimicrobico.

L’idea è di usare CBD e CBG sia da soli che in combinazione con altri antibiotici.

cbd antibiotico 2

CBD come antibiotico?

Uno studio danese dell’Università della Danimarca del Sud sta studiando gli effetti combinati di CBD e antibiotici con l’obiettivo di rendere i nostri antibiotici meno suscettibili di permettere ai batteri di sviluppare una resistenza.

L’effetto che il CBD sembrerebbe avere sui batteri sarebbe quello di eliminare la loro barriera protettiva

Uno studio recente ha mostrato che il CBD ha la capacità di eliminare selettivamente una serie di patogeni, tra cui il batterio responsabile per la gonorrea. Non solo, lo studio afferma anche che il CBD sarebbe efficace nell’indebolire la barriera protettiva del superbatterio più temuto in circolazione, lo staphilococcus aureus.

 “Our results demonstrate that cannabidiol has excellent activity against biofilms, little propensity to induce resistance, and topical in vivo efficacy. Multiple mode-of-action studies point to membrane disruption as cannabidiol’s primary mechanism. More importantly, we now report for the first time that cannabidiol can selectively kill a subset of Gram-negative bacteria that includes the ‘urgent threat’ pathogen Neisseria gonorrhoeae.” 

“I nostri risultati dimostrano che il cannabidiolo è estremamente efficace contro i biofilm (la barriera protettiva, ndt), ha una scarsa propensità ad indurre resistenza (antimicrobica, ndt) e una buona efficacia topica in vivo. Diversi studi sulle modalità d’azione sembrano indicare la distruzione del biofilm come meccanismo primario. Cosa ancora più importante, possiamo affermare per la prima volta che il cannabidiolo può eliminare selettivamente un sottoinsieme di batteri gram-negativi che include il patogeno Neisseria gonorrhoeae.”

Blaskovich et al. 2021

Quando viene invece combinato con degli antibiotici il CBD sembra comunque produrre risultati interessanti.

In parole povere il CBD farebbe da apripista per l’azione di altri antibiotici più aggressivi.

COME?

proprio grazie al suo meccanismo antibatterico primario, ovvero rimuovendo la barriera protettiva (il biofilm) dei batteri e lasciandoli quindi scoperti e incapaci di difendersi dall’azione di altri antibiotici.

La strada è ancora lunga?

Gli studi sull’efficacia antimicrobica del CBD sono ancora pochi. Perciò è difficile affermare con sicurezza se il cannabidiolo sia efficace contro ogni tipo di batterio. Per ora gli studi sono stati condotti su un numero ristretto di batteri.

Ma sono sempre più frequenti i test su culture di Superbatteri. Questi vengono esposti al CBD, dopodiché si prendono i sopravvissuti e si sottopongono quest’ultimi ad ulteriori studi per capire come siano riusciti a salvarsi. Questo tipo di studio è fondamentale nel campo della lotta ai batteri ed è fondamentale anche per poter affermare l’importanza deal CBD in un settore di vitale importanze per l’uomo.

Oltre gli usi ricreativi, alimentari e antinfiammatori, il CBD potrebbe essere un’arma importante nella lotta ai superbattteri.

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